<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">
    <title>Blog Pietro Salinari</title>
    <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/feed.xml" rel="self" />
    <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog" />
    <updated>2026-06-02T10:34:59+02:00</updated>
    <author>
        <name>Pietro Salinari</name>
    </author>
    <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog</id>

    <entry>
        <title>Buon compleanno !</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/buon-compleanno.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/buon-compleanno.html</id>

        <updated>2026-06-02T10:34:59+02:00</updated>
            <summary></summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/2_giu_2026.png" alt="" width="1122" height="1402" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-xs.png 640w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-sm.png 768w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-md.png 1024w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-lg.png 1366w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-xl.png 1600w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/13/responsive/2_giu_2026-2xl.png 1920w"></figure>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Trattare la resa e travestirla da vittoria</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/trattare-la-resa-e-travestirla-da-vittoria.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/trattare-la-resa-e-travestirla-da-vittoria.html</id>

        <updated>2026-05-24T17:05:37+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Appare sempre più chiaro che l'equipe di comunicazione di Trump stà facendo sforzi erculei per chiudere una guerra impopolare, dando una parvenza di vittoria ad una sostanziale resa. In attesa di vedere come e in quale misura gli iraniani riusciranno a non fare sostanziali concessioni&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>Appare sempre più chiaro che l'equipe di comunicazione di Trump stà facendo sforzi erculei per chiudere una guerra impopolare, dando una parvenza di vittoria ad una sostanziale resa.</p>
<p>In attesa di vedere come e in quale misura gli iraniani riusciranno a non fare sostanziali concessioni sulla questione nucleare, constato che il tema dei proxies e delle uccisioni dei propri cittadini sono completamente uscite dalla trattativa.</p>
<p>L'Iran sarà libero di destabilizzare i paesi vicini e lontani con le sue brigate Quod e i le milizie marionette e di reprimere ferocemente i suoi cittadini. </p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Dopo il convegno su Caffé</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/dopo-il-convegno-su-caffe.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/dopo-il-convegno-su-caffe.html</id>

        <updated>2026-05-10T22:33:01+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Il convegno di cui al post precedente si è rivelato molto interessante: tutte le sezioni avevano relatori e discussants molto ben scelti e il dibattito è stato vivace e pieno di spunti interessanti. A me personalmente ha suscitato una gran quantità di ricordi, nel sentire&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>Il convegno di cui al post precedente si è rivelato molto interessante: tutte le sezioni avevano relatori e discussants molto ben scelti e il dibattito è stato vivace e pieno di spunti interessanti.</p>
<p>A me personalmente ha suscitato una gran quantità di ricordi, nel sentire riprendere molti pensieri di Caffé, non solo un grande maestro, ma anche una delle più belle persone che abbia incontrato. </p>
<p>Infine ho rivisto svariate persone che una cinquantina di anni fa erano assistenti e ora sono affermati ordinari.</p>
<p>Questo mi ha fatto venir voglia di caricare nel sito la mia tesi (<a href="https://www.pietrosalinari.it/MAT-Articoli/Tesi%20Salinari%20matr%201291467.pdf)">https://www.pietrosalinari.it/MAT-Articoli/Tesi%20Salinari%20matr%201291467.pdf)</a> e un po' di materiale relativo (https://www.pietrosalinari.it/materiale-Tesi.html<a href="https://www.pietrosalinari.it/materiale-Tesi.html">)</a></p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Democrazia ed economia: la lezione di Federico Caffè </title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/democrazia-ed-economia-la-lezione-di-federico-caffe.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/democrazia-ed-economia-la-lezione-di-federico-caffe.html</id>

        <updated>2026-05-08T12:09:45+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    C'è oggi a Milano un convegno sul mio professore; una delle persone più alte nella mia stima e nel mio cuore. Sarà una felice occasione per rincontrare quelli che erano assistenti ai miei tempi. Qui includo il Manifesto del Gruppo Federico Caffé: Manifesto del Gruppo&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>C'è oggi a Milano un convegno sul mio professore; una delle persone più alte nella mia stima e nel mio cuore. Sarà una felice occasione per rincontrare quelli che erano assistenti ai miei tempi. Qui includo il Manifesto del Gruppo Federico Caffé: </p>
<p> </p>
<figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="undefined" alt="" data-is-external-image="true"></figure>
<figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/08052026_Democrazia-ed-economia_1.jpg" alt="" width="3507" height="4960" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-xs.jpg 640w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-sm.jpg 768w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-md.jpg 1024w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-lg.jpg 1366w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-xl.jpg 1600w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/10/responsive/08052026_Democrazia-ed-economia_1-2xl.jpg 1920w"></figure>
<p class="align-center"><span style="font-size: x-large;"><i><strong><span style="color: #cd171d;">Manifesto</span><span style="color: #cd171d;"> </span><span style="color: #cd171d;">del</span><span style="color: #cd171d;"> </span><span style="color: #cd171d;">Gruppo</span><span style="color: #cd171d;"> </span><span style="color: #cd171d;">Federico</span><span style="color: #cd171d;"> </span><span style="color: #cd171d;">Caffè</span></strong></i></span></p>
<p class="western" lang="it-IT">Gli aderenti al Gruppo si riconoscono nel pensiero e nell'esempio di Federico Caffè, ritenendoli più che mai attuali anche a distanza di oltre trenta anni dalla sua scomparsa. Federico Caffè, nei suoi molteplici impegni di studioso, di educatore e di "consigliere del cittadino", come egli stesso volle definirsi, ha perseguito la realizzazione del progetto e dei principi della Costituzione. Questo Manifesto intende elencare i principali valori ai quali ci richiamiamo, utilizzando, ove possibile, le stesse parole di Caffè o quelle dei testi che ha più amato.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Il Gruppo aspira ad essere una «coalizione», nel senso auspicato da Zigmund Bauman richiamandosi all’invito del Pontefice per il quale occorre «realizzare non più coalizioni solamente militari o economiche, ma culturali, educative, filosofiche, religiose. Coalizioni, che mettano in evidenza che, dietro molti conflitti, è spesso in gioco il potere di gruppi economici. Coalizioni, capaci di difendere il popolo dall'essere utilizzato per fini impropri».</p>
<p class="western" lang="it-IT">Innanzitutto, ci ispiriamo all'ideale di Federico Caffè "di costruire un mondo in cui il progresso civile e sociale non rappresenti il sottoprodotto dello sviluppo economico, ma un obiettivo coscientemente perseguito". Alle critiche di «utopismo», rispondiamo che " l’utopia non è altro che l'affermazione di una civiltà possibile contro le strettoie del presente". Coltiviamo <span style="font-family: Arial, serif;">I'</span>«apparente utopia» delle nostre madri e padri costituenti i quali affermano che: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al pogresso materiale o spirituale della società» [art. 4 Cost.]; attività o funzioni che si estendono lungo l'intero percorso esistenziale, senza dimenticare che «I cittadini a cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore» [art. 54 Cost.].</p>
<p class="western" lang="it-IT">Crediamo in un riformismo che non esclude scelte anche radicali a fronte di radicali ingiustizie, ma non indulge a quegli insidiosi «velleitarismi» contro cui metteva in guardia Caffè, riprendendo le riflessioni di Antonio Gramsci; e tanto meno contempla il “moderatismo opportunistico".</p>
<p class="western" lang="it-IT">Condividiamo la considerazione secondo la quale "Ci si trastulla nominalisticamente alla ricerca di <i>un nuovo modello di sviluppo</i>. E si continua ad ignorare che esso, nelle ispirazioni ideali, è racchiuso nella Costituzione, nelle condizioni tecniche è illustrato nei lavori della Commissione economica per la Costituente”, in cui Caffè fu attivamente impegnato. Con lui chiediamo a politici e governanti: " Quando ricorderanno che «E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese»[art. 3 Cost.]?”. Perché «Una Costituzione non basta a creare una democrazia. Questa, infatti, vive solo nella consapevolezza, da parte del popolo, della irrinunciabilità dei valori che vi sono contenuti, dal rispetto dei principi che vi sono codificati», come scrisse Carlo Ghisalberti.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Siamo convinti dell'attualità del pensiero di Keynes, secondo il quale «I difetti più evidenti della società economica in cui viviamo sono l'incapacità a provvedere un'occupazione piena e la distribuzione arbitraria ed iniqua della ricchezza e del reddito», e ci riconosciamo nelle affermazioni di Caffè, secondo cui "Non ci si può rassegnare all'idea che un'intera generazione di giovani debba considerare di essere nati in anni sbagliati e debba subire come fatto ineludibile il suo stato di precarietà occupazionale", cui si aggiungono i problemi "delle drammatiche condizioni di lavoro e di sfruttamento di italiani e immigrati, come documentano laconicamente le statistiche sui morti sul lavoro, della devastazione ambientale e umana [...]. Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l'assillo dei riequilibri contabili".</p>
<p class="western" lang="it-IT">Come Caffè, siamo ben consapevoli dell’esistenza delle «compatibilità economiche», ma crediamo che non possano essere ingenuamente rappresentate solo tramite indici e quozienti, buoni per ogni tempo e luogo, a cui attribuire un valore mistico, con un atteggiamento che egli chiamava ironicamente "pitagorismo economico". Non crediamo nella provvidenziale «mano invisibile» del mercato che, invece, "ha nomi, cognomi e soprannomi”; per l'esistenza delle tante e ben note posizioni di oligopolio che causano o aggravano molti dei problemi economici. Siamo invece convinti che "poiché il mercato è una creazione umana, l'intervento pubblico ne è una componente necessaria e non un elemento di per sé distorsivo e vessatorio".Sono, infatti, numerose le "possibili divergenze di carattere generale (e non meramente sporadico) tra interesse privato e sociale" che richiedono un penetrante ed intelligente intervento pubblico, e una "riconquistata socialità". Riteniamo, inoltre, che i «fallimenti dello Stato» vadano affrontati, non con la regressione allo «Stato minimo», ma con un'azione di più intensa democratizzazione e qualificazione dello Stato stesso, nelle sue varie articolazioni centrali e periferiche.</p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Proposta furba Iran</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/proposta-furba-iran.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/proposta-furba-iran.html</id>

        <updated>2026-04-27T10:15:19+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Le ultime proposte iraniane - afrontare prima Hormutz e dopo la questione nucleare- rientrano perfettamente nello scenario abbozzato nel post del 20 e in quello del 25 aprile: L'Iran avverte il peso del blocco americano dello stretto e vuole allentarlo, senza fare concessioni sul nucleare&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>Le ultime proposte iraniane - afrontare prima Hormutz e dopo la questione nucleare- rientrano perfettamente nello scenario abbozzato nel post del 20 e in quello del 25 aprile: L'Iran avverte il peso del blocco americano dello stretto e vuole allentarlo, senza fare concessioni sul nucleare e neanche accennando alla questione dei proxies. Qualora gli americani accettassero si tornerebbe alla situazione di inizio del conflitto: il problema dello stretto è stato introdotto, improvvidamente, dall'Iran, gli altri problemi, cioè la natura aggressiva e destabilizzatrice dell'Iran restano immutati.</p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Il blocco dello stretto di hormutz nuoce più a Iran che al resto del mondo</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/il-blocco-dello-stretto-di-hormutz-nuoce-piu-a-iran-che-al-resto-del-mondo.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/il-blocco-dello-stretto-di-hormutz-nuoce-piu-a-iran-che-al-resto-del-mondo.html</id>

        <updated>2026-04-25T13:06:11+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Ho caricato nella sezione Materiali aggiuntivi (https://www.pietrosalinari.it/materiale-guerra-pace-Iran.html) il riassunto in italiano di un articolo su Foreign Affairs che mi sembra getti nuova luce sui negoziati in corso; questo tema è stato anche ripreso da huffington post in due articoli, l'ultimo dei quali sostiene che L'Iran&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>Ho caricato nella sezione Materiali aggiuntivi (<a href="https://www.pietrosalinari.it/materiale-guerra-pace-Iran.html">https://www.pietrosalinari.it/materiale-guerra-pace-Iran.html</a>) il riassunto in italiano di un articolo su Foreign Affairs che mi sembra getti nuova luce sui negoziati in corso; questo tema è stato anche ripreso da huffington post in due articoli, l'ultimo dei quali sostiene che L'Iran è già giunto al limite delle sue capacità di stoccaggio di petrolio, e potrebbe essere costretto alla chiusura dei pozzi.<a href="https://www.pietrosalinari.it/materiale-guerra-pace-Iran.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"></a></p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>La canzone del momento</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/la-canzone-del-momento.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/la-canzone-del-momento.html</id>

        <updated>2026-04-22T12:05:54+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Gli U2, nel loro ultimo album, "Days of Ash", hanno incluso la canzone di un cantante ucraino, Taras Topolia. Ha la forma di una lettera alla famiglia di un soldato al fronte. Esistono numerosisime canzoni su questo tema, ma sono quasi tutte o baldanzose o&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <div class="RightSidebar__Container-sc-e6620a93-0 bAchPV">
<div class="LyricsSidebarAd__RecommendationsContainer-sc-80a2d709-0 dUgUjd">
<aside class="RecommendedSongs__Container-sc-9fb733c3-0 hvuumx LyricsSidebarAd__Recommendations-sc-80a2d709-1 fDBvqa">
<div class="RecommendedSongs__Body-sc-9fb733c3-1 iFMjes">
<div class="RecommendedSong__ItemContent-sc-caf746ae-2 eAUzzB">
<div>Gli U2, nel loro ultimo album, "Days of Ash", hanno incluso la canzone di un cantante ucraino, Taras Topolia. Ha la forma di una lettera alla famiglia di un soldato al fronte. Esistono numerosisime canzoni su questo tema, ma sono quasi tutte o baldanzose o lamentose; questa invece è scherzosa, ma tremendamente seria. Non solo, ma alcune frasi sembrano esortazioni valide in qualunque contesto:</div>
<div><br>"No need, maybe a little bit</div>
<div>Forget whatever doesn't fit<br>Regret, regret none of it"</div>
<div> </div>
<div>"Still dream about wakin' up free<br>As we can be"<br><br>"In the chaos of the earth<br>We'll find beauty"<br><br></div>
<div>
<div class="Lyrics__Container-sc-c1895f55-1 fYBzEj" data-lyrics-container="true"><span style="font-size: inherit;">"If you have the chance to hope<br>It's a duty"</span><a href="https://genius.com/38753937/U2-yours-eternally/If-you-have-the-chance-to-hope-its-a-duty" data-ignore-on-click-outside="true" class="ReferentFragment-desktop__ClickTarget-sc-31c7eced-0 jhXfbT"></a></div>
<div data-lyrics-container="true"> </div>
</div>
<div>Questo è il link alla canzone:</div>
<div> </div>
</div>
</div>
</aside>
</div>
</div>
<div class="RightSidebar__Container-sc-e6620a93-0 bAchPV">
<div class="LyricsSidebarAd__RecommendationsContainer-sc-80a2d709-0 dUgUjd">
<aside class="RecommendedSongs__Container-sc-9fb733c3-0 hvuumx LyricsSidebarAd__Recommendations-sc-80a2d709-1 fDBvqa">
<div class="RecommendedSongs__Body-sc-9fb733c3-1 iFMjes">
<div class="RecommendedSong__ItemContent-sc-caf746ae-2 eAUzzB">
<div><a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DzfridIxuzd0&amp;ved=2ahUKEwiDs9namoGUAxW7R_4FHdbOCcUQtwJ6BAgREAI&amp;usg=AOvVaw1cFS03mcyqjsItpelLX5U1" class="RightSidebar__Container-sc-e6620a93-0 bAchPV"><span style="font-size: inherit;">https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DzfridIxuzd0&amp;ved=2ahUKEwiDs9namoGUAxW7R_4FHdbOCcUQtwJ6BAgREAI&amp;usg=AOvVaw1cFS03mcyqjsItpelLX5U1</span></a></div>
</div>
</div>
</aside>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;source=web&amp;rct=j&amp;opi=89978449&amp;url=https://www.youtube.com/watch%3Fv%3DzfridIxuzd0&amp;ved=2ahUKEwiDs9namoGUAxW7R_4FHdbOCcUQtwJ6BAgREAI&amp;usg=AOvVaw1cFS03mcyqjsItpelLX5U1" class="RightSidebar__Container-sc-e6620a93-0 bAchPV"> </a></p>
<p> </p>
<p> </p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Le Alchimiste</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/le-alchimiste.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/le-alchimiste.html</id>

        <updated>2026-04-20T18:10:56+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    Al Palazzo Reale c'è, fino al 27 settembre 2026, una mostra di Anselm Kiefel, Le Alchimiste. A me è piaciuta molto ed ho raccolto informazioni su alcune alchimiste. Le Alchimiste Schede biografiche delle protagoniste della mostra di Anselm Kiefer Palazzo Reale, Milano – 7 febbraio&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <p>Al Palazzo Reale c'è, fino al 27 settembre 2026, una mostra di Anselm Kiefel, Le Alchimiste.</p>
<p>A me è piaciuta molto ed ho raccolto informazioni su alcune alchimiste.</p>
<figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="undefined" alt="" data-is-external-image="true"></figure>
<p align="CENTER"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-size: xx-large;"><strong>Le Alchimiste</strong></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: medium;"><i>Schede biografiche delle protagoniste della mostra di Anselm Kiefer</i></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color: #555555;"><span style="font-size: small;">Palazzo Reale, Milano – 7 febbraio / 27 settembre 2026</span></span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Kleopatra l'Alchimista</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>fl. III–IV secolo d.C.</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Vissuta ad Alessandria d'Egitto intorno al III o IV secolo d.C., Kleopatra l'Alchimista (da non confondere con la celebre regina Cleopatra VII) è una delle figure più antiche e misteriose della tradizione alchemica. Il suo nome era probabilmente uno pseudonimo, e alcune fonti la associano alla scuola di Maria la Giudea. È ricordata da Michael Maier come una delle quattro donne alchimiste in grado di produrre la pietra filosofale. La sua opera più nota è la Crisopea di Kleopatra (Chrysopoeia Kleopatras), un documento a foglio singolo conservato in un manoscritto dell'XI secolo alla Biblioteca Marciana di Venezia: vi compaiono simboli alchemici, disegni di strumenti da laboratorio e la prima raffigurazione nota dell'Ouroboros, il serpente che si morde la coda come simbolo del ciclo eterno della materia. Ad essa è attribuita anche la potenziale invenzione dell'alambicco, strumento fondamentale per la distillazione. Tra i suoi scritti sopravvivono anche un trattato sui Pesi e Misure e un Dialogo dei Filosofi con Kleopatra, che la mostra come una saggia capace di ammutolire i suoi interlocutori maschili con la profondità delle sue risposte.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Perenelle Flamel</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>1320–1397</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Perenelle Flamel nacque in Francia il 13 ottobre 1320 e morì nel 1397, alcuni anni prima del marito Nicolas Flamel. Già vedova di due matrimoni e dotata di un consistente patrimonio personale, sposò Nicolas nel 1368 in età avanzata. I coniugi Flamel si distinsero per generosità e filantropia, finanziando la costruzione di chiese e ospedali a Parigi, anche se non ebbero figli. La loro notorietà come alchimisti è in larga misura postuma: nasce principalmente da uno scritto apocrifo del 1612 attribuito al marito, in cui la figura di Perenelle emerge come collaboratrice fondamentale nell'opus alchemico, tanto che alcune tradizioni la vogliono più capace del marito nelle arti ermetiche. Alla sua memoria è dedicata una via nel cuore di Parigi, rue Pernelle, che si incrocia con quella intitolata al marito, nei pressi del Louvre. La leggenda vuole che i due abbiano ottenuto l'immortalità grazie alla pietra filosofale, e che Perenelle abbia contribuito in modo determinante alla trasmutazione del piombo in oro compiuta nel 1382.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Caterina Sforza</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Milano, 1463 – Firenze, 1509</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Figlia naturale di Galeazzo Maria Sforza e di Lucrezia Landriani, Caterina Sforza è una delle figure più straordinarie del Rinascimento italiano: politica, condottiera e scienziata. Cresciuta alla corte milanese sotto la guida della nonna Bianca Maria Visconti, apprese fin da giovane i rudimenti dell'alchimia. Dopo le vicende politiche che la videro Signora di Imola e Contessa di Forlì e la difesa eroica della rocca di Ravaldino contro le truppe di Cesare Borgia — fatto che le valse il soprannome di "tigre di Forlì" — trascorse gli ultimi anni a Firenze dedicandosi agli esperimenti alchemici. Il suo lascito scientifico è il manoscritto Experimenti della excellentissima signora Caterina da Forlì, composto da 471 ricette di cosmetica, medicina e alchimia, scritte in latino, italiano volgare e in cifrario. Nel suo laboratorio alla Rocca di Ravaldino distillava elisir, lozioni e preparati curativi, corrispondendo con medici, speziali e studiosi di tutta la penisola. Tra le sue ricette vi sono formule per anestetici, per la trasmutazione dei metalli e persino per la conservazione della bellezza, che la storia della farmacologia ha riconosciuto come testi fondamentali.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"> </h1>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Isabella Cortese</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>fl. XVI secolo</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Di Isabella Cortese si sa pochissimo al di là del suo libro: nulla del suo aspetto, delle sue origini, della sua vita. Sappiamo soltanto quello che lei stessa scrisse nella prefazione del suo celebre trattato, pubblicato a Venezia nel 1561 col titolo I secreti della signora Isabella Cortese, né quali si contengono cose minerali, medicinali, arteficiose e alchimiche, e molte de l'arte profumatoria, appartenenti a ogni gran Signora. L'opera conobbe almeno quattordici ristampe tra il 1561 e il 1677, fu tradotta in tedesco e in italiano, e costituì uno dei più diffusi manuali di chimica applicata del Rinascimento. Isabella racconta di aver trascorso trent'anni a studiare, "consumando il tempo e persa quasi la vita e i denari", le opere dei grandi alchimisti. Alcuni storici ipotizzano che Isabella Cortese sia uno pseudonimo dietro cui si cela Timoteo Rossello, editore veneziano; altri ritengono invece che fosse un'autentica speziale o nobildonna vissuta tra Milano, Brescia e Ferrara. Ciò che resta è un testo straordinario che mescola chimica pratica, cosmetica, farmacologia e alchimia in una voce femminile pionieristica.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Sophie Elisabeth von Clermont</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>XVII secolo</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sophie Elisabeth von Clermont è una delle figure femminili legate alla cultura alchemica della Francia del XVII secolo, associata all'ambiente aristocratico e alle pratiche ermetiche che fiorivano nelle corti europee di quell'epoca. Il suo nome appare nel ciclo di Kiefer come testimone di un sapere alchemico trasmesso tra donne di alta estrazione sociale in un'epoca in cui tale pratica era al contempo ricercata e pericolosa. Come molte nobili del Seicento, la sua attività si svolgeva in quella zona d'ombra tra la farmacia domestica, la distillazione di essenze e i misteriosi esperimenti che avvicinavano le pratiche quotidiane della cura al grande progetto alchemico della trasformazione della materia.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Isabella d'Aragona</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Napoli, 1470 – Napoli, 1524</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Secondogenita di Alfonso II d'Aragona e di Ippolita Maria Sforza, Isabella d'Aragona fu duchessa consorte di Milano dopo le nozze con il cugino Gian Galeazzo Sforza nel 1489. La sua vita milanese fu segnata da una rivalità continua con Beatrice d'Este, moglie di Ludovico il Moro, che esercitava il potere reale sul ducato. Donna di grande intelligenza e fiera combattività, Isabella apprese l'amore per l'arte e la cultura dalla madre, discendente dagli Sforza. Alla sua figura è attribuita, in un ricettario del XVI secolo, la paternità di ricette alchemiche a base di mercurio e allume, segno di un coinvolgimento nelle pratiche scientifiche e cosmetiche proprie delle corti rinascimentali. Dopo la caduta degli Sforza e la morte del marito, governò il ducato di Bari con un certo piglio, mostrando quella "terribilità e potenza" di cui la accusavano i suoi sudditi. Morì a Napoli nel 1524. Il suo ritratto è forse quello della Dama dell'Ambrosiana, attribuita a un allievo di Leonardo da Vinci.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Lady Margaret Clifford of Cumberland</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Exeter, 1560 – Brougham Castle, 1616</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Margaret Clifford, nata Russell, Contessa di Cumberland, fu dama d'onore della regina Elisabetta I e figura di spicco della cultura elisabettiana. Dotata di grande erudizione, era descritta dai contemporanei come colta, pia e dotata di spirito acuto. Il suo interesse per l'alchimia e le scienze naturali non era ornamentale: distillava le proprie medicine, investì nell'estrazione del piombo nei possedimenti di Clifford e sperimentò la fusione del ferro con il carbone. Fece compilare per sé un libro di ricette alchemiche, tuttora conservato con il titolo Physick &amp; Alchemye: Receipts of Lady Margaret (1598). Patrona di numerosi scrittori e poeti, tra cui Samuel Daniel precettore della figlia Anne Clifford, fu anche difensore tenace dei diritti ereditari della figlia contro i Clifford maschi. Fondò nel 1593 l'ospedale di Beamsley nel Yorkshire. La sua attività alchemica si intrecciava con la sua fede puritana e la sua vocazione filantropica in un modo tipicamente elisabettiano.</span></p>
<p><br><br></p>
<p align="CENTER"><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Martine de Bertereau</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Turenna, 1590 – Vincennes, 1642/43</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Baronessa de Beausoleil, Martine de Bertereau è la prima mineralogista donna di cui si abbia documentazione storica. Nata in una famiglia nobile della Turenna, ricevette una formazione scientifica straordinaria per l'epoca, comprendente chimica, meccanica, mineralogia, idraulica e geometria, oltre alla padronanza del latino, del francese, dell'italiano e di altre lingue. Nel 1610 sposò Jean de Chastelet, barone de Beausoleil, mineralogista al servizio dell'imperatore Rodolfo II, e insieme percorsero per trent'anni l'Europa — dalla Germania all'Ungheria, dall'Italia alla Svezia — alla ricerca di giacimenti minerari. In Francia, dove scoprirono centinaia di potenziali miniere, incontrarono ostilità e ingratitudine: accusati di negromanzia e stregoneria, furono entrambi arrestati per ordine del cardinale Richelieu nel 1642. Jean fu rinchiuso alla Bastiglia, Martine nel castello di Vincennes, dove morì. I suoi due trattati principali — Véritable déclaration (1632) e La Restitution de Pluton (1640) — combinano osservazioni geologiche precise con riferimenti astrologici e alchemici tipici del XVII secolo.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Cristina di Svezia</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Stoccolma, 1626 – Roma, 1689</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Regina di Svezia dal 1632 alla sua abdicazione nel 1654, Cristina era figlia di Gustavo Adolfo il Grande e trasformò Stoccolma in un centro culturale europeo, ospitando filosofi come Cartesio. Dopo la sua clamorosa conversione al cattolicesimo si trasferì a Roma, dove visse per oltre trent'anni nella corte di Palazzo Riario (oggi sede dell'Accademia dei Lincei). Nella Città Eterna divenne il fulcro di un vivace cenacolo alchemico che riuniva studiosi, artisti e filosofi: tra gli altri, il marchese Massimiliano Palombara (costruttore della Porta Magica), l'astronomo Domenico Cassini, e l'alchimista-avventuriero Giuseppe Francesco Borri. Nei suoi laboratori al Palazzo Riario, Cristina praticava in prima persona la "grande scienza" alchemica, attorniata da esperti europei che passavano per Roma. Vorace collezionista di manoscritti e libri, la sua biblioteca — duemila manoscritti — è confluita in parte nella Biblioteca Vaticana. Morì a Roma nel 1689 ed è sepolta in San Pietro, onore concesso a pochissime donne nella storia.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Margaret Cavendish</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Colchester, 1623 – Welbeck Abbey, 1673</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nata Margaret Lucas, duchessa di Newcastle per il matrimonio con William Cavendish, Margaret Cavendish fu tra le prime donne in Europa a pubblicare opere proprie e a occuparsi pubblicamente di filosofia della natura. Soprannominata "Mad Madge" dai contemporanei per il suo carattere eccentrico e i vestiti stravaganti, scrisse un'imponente mole di opere: sei trattati di filosofia naturale, raccolte di poesie, commedie, orazioni e persino quello che è considerato uno dei primissimi romanzi di fantascienza, The Blazing World (1666). Critica dell'aristotelismo e della filosofia meccanicistica, rifiutava il metodo sperimentale della Royal Society come insufficiente a cogliere la realtà, sostenendo invece il primato dell'immaginazione come strumento cognitivo. Frequentando il "Circolo Newcastle" del marito, discusse di persona con Cartesio, Hobbes e Gassendi — fatto eccezionale per una donna del Seicento. Il suo pensiero oscillava tra materialismo, panpsichismo e vitalismo, intrecciando metafisica, poesia e scienza in un modo unico e anticipatore.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Elisabeth Grey, Contessa di Kent</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>1582 – 1651</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Elisabeth Grey, nata Talbot, Contessa di Kent, fu una delle prime donne a pubblicare un libro di ricette in Inghilterra, raccogliendo secoli di sapere medico e alchemico femminile. Figlia di Gilbert Talbot, settimo conte di Shrewsbury, e di Mary Cavendish — nipote della celebre "Bess of Hardwick" — fu dama di compagnia di Anna di Danimarca e attivissima negli ambienti letterari e scientifici del suo tempo. Dopo la morte del marito intrecciò un legame intellettuale (e probabilmente sentimentale) con il grande giurista John Selden. La sua opera più importante, A Choice Manual, or Rare Secrets in Physick and Chirurgery (pubblicata postuma nel 1653), conobbe ventidue edizioni e rimase popolare per quasi un secolo. Il libro raccoglie centinaia di ricette mediche, molte delle quali riflettono l'influenza del paracelsismo inglese. La sua "polvere della Contessa di Kent", rimedio universale, divenne un vero classico della farmacopea secentesca.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Marie Meurdrac</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Mandres-les-Roses, c. 1610 – 1680</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Marie Meurdrac è considerata la prima donna a pubblicare un trattato di chimica e farmacia dopo Maria la Giudea nel tardo periodo classico. Nata in una famiglia benestante vicino a Parigi, autodidatta in chimica, possedeva un proprio laboratorio con accesso a un forno ad alta temperatura — privilegio che richiedeva permesso regio e che ottenne probabilmente grazie all'amicizia con la contessa de Guiche, sua mecenate. Il suo trattato La chymie charitable et facile, en faveur des dames (1666) affronta la chimica dalla teoria delle sostanze alle operazioni pratiche — distillazione, filtrazione, fermentazione — fino alle ricette di cosmesi e farmacologia. Nell'appassionata prefazione, Meurdrac rivela di aver lungamente esitato a pubblicare, perché "l'insegnamento non è professione di donna". Decise alla fine che "sarebbe stato peccato contro la Carità nascondere la scienza che Dio mi ha donato". Il libro ebbe cinque edizioni in francese, sei in tedesco e una in italiano, ed è ricordato come un atto di coraggio intellettuale pionieristico.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Anna Maria Zieglerin</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>c. 1545 – Wolfenbüttel, 7 febbraio 1575</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Anna Maria Zieglerin fu alchimista di corte presso il duca Julius di Braunschweig-Wolfenbüttel, dove lavorò a fianco del marito Heinrich Schombach e dell'alchimista Philipp Sömmering. Il loro incarico era produrre la pietra filosofale per ottenere oro e gemme per il duca. Nel suo laboratorio di Wolfenbüttel, Zieglerin conduceva esperimenti autonomi, aveva almeno un assistente e corrispondeva direttamente col duca in lettere che descrivono con precisione tecnica le sue operazioni alchemiche. La sua opera più nota è un opuscolo di venti pagine, Sull'Arte nobile e preziosa dell'Alcamia (1573), inviato al duca stesso, in cui illustra il "sangue di leone", un olio d'oro con cui intendeva produrre gemme, medicine e la pietra filosofale. Accusata di omicidio, tentato avvelenamento e furto, fu processata e condannata: il 7 febbraio 1575 fu bruciata viva a Wolfenbüttel. La storia di Zieglerin è uno dei casi più documentati di alchimista donna nel mondo germanico riformato, e rivela sia l'apertura che la brutalità con cui l'epoca poteva trattare le donne di scienza.</span></p>
<p><br><br></p>
<p><br><br></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Sophie Brahe</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Knutstorp, 1556/1559 – Helsingør, 1643</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Sorella minore del grande astronomo Tycho Brahe, Sophie Brahe fu una scienziata poliedrica: astronoma, alchimista, medica, orticoltrice e genealogista. Autodidatta — il fratello le aveva insegnato solo orticoltura e chimica, ritenendo l'astronomia troppo difficile per una donna — imparò da sola sui libri in tedesco e si pagò le traduzioni in latino. A soli quattordici anni assistette Tycho nell'osservazione dell'eclisse lunare del 1573 e probabilmente era presente quando fu scoperta la Supernova del 1572. Nel suo castello di Eriksholm creò giardini straordinari con piante officinali, allestì un laboratorio alchemico e distribuì medicine ai poveri della zona. Innamoratasi dell'alchimista Erik Lange, lo seguì per decenni nella sua rovina economica attraverso l'Europa, finché lui morì a Praga nel 1613. Tornata in Danimarca, Sophie trascorse gli ultimi anni a scrivere una genealogia delle famiglie nobili danesi di 900 pagine, pubblicata nel 1626, ancora oggi fonte preziosa per la storia medievale scandinava. Morì a Helsingør nel 1643.</span></p>
<p><br><br></p>
<h1 class="western"><span style="color: #8b0000;"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: large;"><strong>Mary Anne Atwood</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="color: #5c3317;"><span style="font-size: small;"><i>Dieppe, 1817 – 1910</i></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Mary Anne Atwood, nata South, è la figura chiave della ricezione "spirituale" dell'alchimia nell'Ottocento inglese. Cresciuta a Gosport nell'Hampshire, collaborò fin da giovane con il padre Thomas South, studioso di spiritualità, e insieme si immersero nei testi ermetici. Su richiesta del padre e in parallelo con un suo lungo poema sullo stesso argomento, Mary Anne scrisse la sua opera fondamentale, A Suggestive Inquiry into the Hermetic Mystery (1850), pubblicata anonimamente. Il volume sosteneva che l'alchimia non fosse una pratica di trasmutazione metallica ma un percorso iniziatico di trasformazione interiore dello spirito — una lettura che anticipa Jung. Dopo la pubblicazione, il padre, convinto che il libro rivelasse segreti esoterici che non andavano divulgati, acquistò tutte le copie rimaste e le bruciò insieme al manoscritto del proprio poema. Solo pochissime copie sopravvissero. Mary Anne, sposata nel 1859 con il reverendo Alban Atwood, non pubblicò più nulla. Il libro fu riedito nel 1918 e considerato da Principe e Newman uno dei tre testi fondatori dell'interpretazione spirituale dell'alchimia nella modernità.</span></p>
<p> </p>
<p> </p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>80 candeline</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/80-candeline.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/80-candeline.html</id>

        <updated>2026-04-20T14:22:48+02:00</updated>
            <summary></summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/80-candeline.png" alt="" width="1536" height="1024" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-xs.png 640w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-sm.png 768w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-md.png 1024w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-lg.png 1366w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-xl.png 1600w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/5/responsive/80-candeline-2xl.png 1920w"></figure>
            ]]>
        </content>
    </entry>
    <entry>
        <title>Situazione in Medio Oriente</title>
        <author>
            <name>Pietro Salinari</name>
        </author>
        <link href="https://www.pietrosalinari.it/Blog/situazione-in-medio-oriente.html"/>
        <id>https://www.pietrosalinari.it/Blog/situazione-in-medio-oriente.html</id>

        <updated>2026-04-20T14:21:31+02:00</updated>
            <summary type="html">
                <![CDATA[
                    La sitazione è, come al solito, imprevedibile, ma questi tre articoli di Foreign Affairs offrono dei punti di orientamento. Il primo è della Mogherini, già Alto Rappresintante che condusse, ai tempi di Obama, il primo negoziato nucleare: https://www.foreignaffairs.com/iran/how-end-iran-crisis Sostiene la necessità di usare oltre al&hellip;
                ]]>
            </summary>
        <content type="html">
            <![CDATA[
                <figure class="post__image"><img loading="lazy"  src="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/Hormutz-2.png" alt="" width="1338" height="1010" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-xs.png 640w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-sm.png 768w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-md.png 1024w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-lg.png 1366w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-xl.png 1600w ,https://www.pietrosalinari.it/Blog/media/posts/4/responsive/Hormutz-2-2xl.png 1920w"></figure>
<p>La sitazione è, come al solito, imprevedibile, ma questi tre articoli di Foreign Affairs offrono dei punti di orientamento.</p>
<p>Il primo è della Mogherini, già Alto Rappresintante che condusse, ai tempi di Obama, il primo negoziato nucleare:</p>
<p><a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/how-end-iran-crisis">https://www.foreignaffairs.com/iran/how-end-iran-crisis</a></p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sostiene la necessità di usare oltre al bastone, anche carote, come la promessa di investimenti in Iran. Sostiene inoltre di rendere le clausole verificabili e accordare le carote solo se le tappe concordate sono raggiunte. Non manca infine di sottolineare l'abissale differenza di competenza e preparazione tra l'equipe che negoziò il primo accordo e quella attuale</p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il secondo evidenzia i rischi di un accordo ambiguo e mal fatto:</p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/how-cease-fire-can-lead-disaster">https://www.foreignaffairs.com/iran/how-cease-fire-can-lead-disaster</a></p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il terzo evidenzia come la strategia dell'Iran di considerare il blocco dello stretto un'arma possa rivelarsi un boomerang:</p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/iran-hormuz-more-weakness-weapon">https://www.foreignaffairs.com/iran/iran-hormuz-more-weakness-weapon</a></p>
<p data-start="1163" data-end="1473" data-is-last-node="" data-is-only-node=""> </p>
<p> </p>
<p> </p>
            ]]>
        </content>
    </entry>
</feed>
